Da Aosta a Santa Maria di Leuca, in sella alla mia bici.

Quando circa un mese fa (Gennaio 2019) mi son deciso di mettere nero su bianco quello che da tempo mi rimbalzava nella testa , cioè aprire un blog nel quale raccontare le mie esperienze, passioni per dar vita ad un esperimento mirato a migliorar le mie competenze in ambito lavorativo, avevo già ben chiaro che una bella fetta di contenuti sarebbero nati e redatti dal mio primo vero viaggio in bicicletta.

Nell’estate del 2016, grazie ad un periodo di vacanze estive di tre settimane, ho avuto la forza di convincermi di poter fare quello che per molti resta solo un sogno nel cassetto.

Affrontare un viaggio in bici come quelli che spesso leggiamo in libri o solo ci limitiamo a leggere e seguire sui social network. Esperienze di persone che magari decidono di mollare tutto per un anno e farsi il giro del mondo in sella alla bici, camminare per mesi con zaino a spalle alla ricerca della pentola magica piena di monete d’oro dove nascono gli arcobaleni…

“Tra Vercelli e Mortara”

Le mie ambizione non erano e non sono tutt’ora così alte (certo un viaggio lento e lungo di qualche mese mi piacerebbe poterlo fare prima o poi) ma di certo se non si inizia e non si parte con “poco” non si potrà mai capire se determinati sogni sono alla nostra porta anche perché certe esperienze oltre alla fatica fisica apportano una fatica mentale non indifferente ancor di più se si decide di fare tutto da soli.

A distanza di quasi tre anni mi rendo conto di essere in certi istanti in difficoltà a ricordare il mio viaggio sulla via Francigena che da Aosta mi ha portato prima fino a Roma per poi seguire in compagnia del caro amico Vezzo fino a Santa Maria di Leuca.

Grazie alle fotografie scattate, alle tracce GPX salvate nel mio profilo Strava il gioco si sta facendo giorno dopo giorno sempre più divertente, spolverare angoli del cervello per far riaffiorare emozioni e ricordi dopotutto è un bel allenamento che tutti possiamo fare sopratutto in questa stagione uggiosa e cupa (solo se come me abiti nella bassa bergamasca) chiamata inverno.

“Il Fiume Taro nei pressi di Fornovo Taro, in lontananza il passo della Cisa”

All’interno della sezione Experiences, si perché un viaggio simile può insegnarti molto e trasformarsi in un’esperienza, potete trovare la sezione dedicata alla Via Francigena dove settimanalmente cercherò di raccontare le 15 tappe (al momento trovate le prime quattro con le tracce GPX) che mi hanno permesso d’attraversare tutta l’Italia partendo da Aosta e arrivando dopo 15 giorni di pedalate e fatiche a Santa Maria di Leuca.

Circa 2100 chilometri, decine e decine di litri di acqua bevuti, 5 kg persi e sparsi sulle salite più faticose, solo 4 forature e una serie infinita di paesaggi unici che solo in Nostro Paese può regalarci. Scopri le prime quattro tappe della “Mia” Via Francigena:



Questo post è stato modificato 27 Gennaio 2020 20:21