Tuscany Crossing, se non ti alleni arrivi solo a metà!

Tuscany Crossing, se non ti alleni arrivi solo a metà!

Avete mai sentito parlare della Tuscany Crossing? Cerco di farvi una piccola anticipazione per chi magari non segue il mondo del chiacchierato trail running o comunque vede certe distanze percorribili solo in automobile.

La Tuscany Crossing è una competizione giunta alla sua settima edizione (2019) che richiama circa 600 partecipanti da differenti nazioni permettendo a loro di scoprire il magnifico territorio della Val d’Orcia per mezzo di tre percorsi (50km , 103Km e 100Miglia).

Per pochi una vera e propria competizione, per molti un “viaggio” alla scoperta di nuovi territori e per mettere alla prova la propria persona intesa come unione di Corpo e Mente.

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“Ecco perche’ la Val d’Orcia è patrimonio dell’umanità”

La Tuscany Crossing, come molte altre gare di Trail Running, è sempre un banco di prova per tutti coloro che sentono la voglia di “sfidarsi” ed entrare in pieno contatto con la natura visto che questo tipo di gare si effettuano in un regime di autosufficienza e con il supporto alcuni ristori lungo il percorso.

Conoscere se stessi, i propri i limiti e la propria mente per riuscire a correre/camminare nella notte all’interno di boschi, sentieri dominati dal buio, resistere al caldo del giorno, al vento che sfiora le colline e i campi verdi della Val d’Orcia, superare crampi e i mille dolori muscolari che non puoi mai sapere quando arrivano ma che è bene preventivare è solo una parte di quel gioco che quest’anno ho voluto provare e sperimentare grazie agli amici della Podisti 2 Castelli che ormai da anni si cimentano in questo tipo di “bravate”.

“Briefing pre-gara”

A Febbraio durante un allenamento di gruppo sento vociferare che Paolo e Cristian (veterani della Tuscany Crossing con un paio di edizioni alle spalle) si erano già iscritti, così anche grazie a Roberta decido di iscrivermi la sera stessa e quindi iniziare a pensare “seriamente” a come preparami a questo viaggio.

Sinceramente? Non ho pensato molto a preparami. Come ho potuto prendere alla leggera una gara, per di più la mia prima gara oltre i 100 km?

Potrebbero esserci decine e decine di risposte per costruirmi un alibi degno del miglior serial killer… ma diciamola tutta l’inverno è una bellissima stagione per le escursioni in splitboard, le mangiate e le bevute con gli amici.

Non è di certo la stagione migliore per pensare di preparare al meglio una gara di Trail Running di oltre 100Km dove costanza, dislivello e allenamenti lunghi costano veramente molti sacrifici non fisici ma più mentali.

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“Come tutti i gatti vivo sopra i tetti appoggiato all’antenna centrale io controllo la TV locale… Supertelegattone MIAAAAOO!

Chiaro che anche questa è una scusa, ma diciamola tutta… quest’inizio d’anno la motivazione si è dovuta “dribblare” oltre al freddo, le nebbie, l’arrampicata, il corso di sci alpinismo anche il fatto di non averci messo la testa e non essermi applicato al meglio… un po’ come alle scuole medie: ” Suo figlio è bravo, ma non si applica!”.

Risultato? Arrivare al 50esimo chilometro nel bellissimo borgo di Montalcino e gettare la spugna, sedermi al ristoro mangiarmi un bel piatto di pasta e sorseggiando della birra pensare che dopo tutto la colpa di questo ritiro è solo da attribuire alla mia poca attenzione alla Tuscany Crossing. Se la trascuri ti punisce!

La giornata era perfetta per tagliare il traguardo (senza tener conto del cronometro) con il sorriso; una partenza alle sei del mattino che ha regalato un’alba magnifica lunga 14km, attraversando Bagno Vignoni e le verdi colline fino ad arrivare a Pienza.

“Tuscany Crossing, i primi 50 km sono come in una cartolina”

Il sole che piano piano saliva andando a riscaldare l’atmosfera mentre tra sali e scendi si avanzava a buon ritmo fino a raggiungere l’abitato di San Quirico D’Orcia.

Secondo ristoro e poi di nuovo in leggera discesa con la gli occhi puntati a Montalcino che è rimasto sempre ben visibile per circa 30 km. Attraverso strade bianche e sentieri il percorso si snoda tra colline, vigneti e agriturismi da lasciare a bocca aperta, la stessa bocca aperta che dal 35esimo chilometro mi si è stampata in faccia per via dei primi dolori muscolari.

Si rallenta per cercare di non peggiorare la situazione ma le discese larghe e ben battute chiamavano alla velocità e far “girare” le gambe, i tratti pianeggianti che permetterebbero di correre tranquillamente ad un buon passo diventano tratti in cui è meglio camminare e iniziare a farsi un esame di coscienza.

Arrivato quindi a Torrenieri per il terzo ristoro vengo raggiunto dal compagno di squadra Cristian che pure lui per via di problemi di salute decide di rallentare e godersi così l’avvicinamento verso Montalcino.

“Perdersi per le vie di Castiglione d’Orcia”

Circa 12 km insieme, chiacchierando, incitando e salutando chi nel frattempo ci superava per arrivare alla conclusione comune di raggiugnere Montalcino in serenità godendoci i panorami che il territorio ci offriva. Nel frattempo la mia situazione non andava migliorando e solo sulla salita che da centro valle conduce al centro storico di Montalcino ho voluto fare la prova del nove per aver la certezza che quanto deciso qualche chilometro prima era la scelta migliore.

Arriviamo alla Base Vita di Montalcino per comunicare all’organizzazione il nostro abbandono alla gara, ci rifocilliamo nell’attesa della “navetta” e rientriamo quindi un po’ amareggiati a Castiglione d’Orcia consapevoli però di non peggiorare le nostre situazioni fisiche e permetterci quindi un recupero più veloce post gara.

Nel frattempo apprendiamo che la nostra amica Isa è in quarta posizione e che sta conducendo una gara strepitosa, Roberta ha lasciato alle spalle i nostri compagni di avventura Paolo e Luca che hanno portato a termine la gara andando a migliorare i tempi degli scorsi anni.

Monitoriamo l’avanzamento della gara fino ad aspettare i momenti migliori per i nostri amici impegnati nella 103 Km per poterli festeggiare uno ad uno sotto l’arco del traguardo finale.

Bravissima anche Ele e Marco che hanno affrontato senza poche preoccupazioni la loro prima gara Trail sulla distanza dei 50km, bellissima l’atmosfera respirata in questa trasferta toscana… situazione molto spartana e “alla buona” il tutto contornato da ottimo vino locale, ristori ben forniti, accoglienza all’arrivo e un gruppo di Podisti,he sia ben chiaro, quelli dei 2 Castelli che sia ben chiaro unici e affiatati come non mai che ti fanno sentire parte di un gruppo che per la FIDAL si chiama società sportiva ma per me Persone con la quale condividere esperienze come queste.

“Podisti 2 Castelli in gita”

Come concludere? Non saprei proprio, ogni gara di questo tipo ha troppe varianti e variabili in gioco, quello che invece ho capito è che l’allenamento ma soprattutto la motivazione deve essere costante.

Di certo con Tuscany Crossing ho un conto in sospeso; quindi ci si rivede nel 2020 a Castiglione d’Orcia con la speranza di portarmi a casa la medaglia di Finisher!

“E il fegato dove si ritira?”

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