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Lo Stambecco delle Alpi, impariamo a conoscerlo.

Lo Stambecco delle Alpi, impariamo a conoscerlo.

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Che ci crediate o no lo stambecco che vediamo spesso sul nostro arco alpino ha origini lontanissime,  suoi “antenati” vivevano sulle montagne tra l’Himlaya e l’Asia Minore.

I pro-pro-progenitori degli stambecchi che possiamo incontrare sui nostri sentieri fecero comparsa sulle Alpi 250.000 anni fa e ad oggi pare che comprendano 5 sottospecie tra cui Capra Ibex Ibex notoriamente conosciuto come Stambecco delle Alpi.

Lo Stambecco delle Alpi era ben distribuito sull’intero arco alpino fin quando rischiò l’estinzione totale sopravvivendo esclusivamente nel territorio del Grand Paradiso (seconda metà del XIX secolo).

Proprio grazie alla Riserva Reale di Caccia istituita nel 1836 e al primo parco nazionale italiano (Parco del Grand Paradiso 1922) che lo stambecco ha potuto ripopolarsi. Da queste due aree infatti è iniziato il lento ripopolamento della specie anche se ad oggi la distribuzione dello Stambecco Alpino risulta carente rispetto alle potenzialità.

Dove possiamo trovare lo Stambecco Alpino?

La sua grande capacità evolutiva nel corso degli anni gli ha permesso di adattarsi e vivere in alta quota, al di sopra del limite del bosco andando a cercare zone riparate e protette da predatori nei pressi di ripidi pendii.

Durante l’estate e l’autunno vive solitamente a quote comprese tra i 2300 e 3200 metri sul livello del mare mentre in inverno scende fino a quote comprese tra i 1600 e 1800 metri. In primavera, quando il fondovalle si libera dalla neve lo stambecco scende per pascolare e alimentarsi nei pascoli liberi dalla neve. Con l’avanzamento del disgelo, con più massa corporea si riportano in quota per passare l’estate lontani da tutti.

Attualmente sull’intero arco alpino sono presenti circa 70 colonie di stambecco garantendo una distribuzione disomogenea.

Il 70% della specie la possiamo trovare nelle provincie di Torino, Aosta e Sondrio e solo il restante 30% distribuito tra Lombardia, Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

branco di stambecchi

“Branco di esemplari maschi al pascolo”

Essendo un frequentatore delle Prealpi Orobiche vorrei consigliare alcune località dove è possibile avvistare gli stambecchi:

  • in inverno molto spesso si portano a basse quote fino ad arrivare a Maslana in alta Val Seriana
  • durante il periodo estivo nei pressi del Rifugio Brunone si ha la fortuna di vederli (qui l’itinerario)
  • sempre in estate li potete vedere nei pressi del Rifugio Benigni in alta Valle Brembana

Costituzione, struttura e tratti caratterisciti dello stambecco.

Come abbiamo ormai imparato lo stambecco è un ungulato che si caratterizza da masse muscolari ben definite, un tronco breve e un collo robusto. La sua conformazione fisica gli permette infatti di vivere in terreni aspri e impervi dove riesce a sopravvivere anche durante la stagione invernale.

Le orbite occhi solitamente sono di un colore giallo aranciato mentre le pupille son di colore scuoro con una forma ellittica orizzontale. I suoi zoccoli sono particolarmente morbidi e questo adattamento gli permette di correre e balzare da una roccia all’altra senza troppe difficoltà.

Il mantello, che viene cambiato una volta all’anno durante il periodo di muta (maggio-giugno) permette alo stambecco di “liberarsi” del folto pelo invernale per dar vita ad un pelo più corto e “leggero” adatto alla stagione estiva.

La colorazione durante il periodo invernale risulta essere piuttosto scura per cambiare in una variante più chiara a partire da aprile fino a diventare grigio con sfumature brune, marroni e beige a luglio per poi virare nuovamente sullo scuro con l’avvicinamento del periodo invernale.

stambecco orobico

“Esemplare maschio di Stambecco fotografato lungo il sentiero che conduce al rifugio Brunone”

In entrambi  i sessi lo stambecco, essendo un bovide si caratterizza da una coppia di corna.

Nei maschi possono raggiungere una lunghezza di 85-100 cm e una circonferenza basale di 20-25 cm mentre nelle femmine raggiungono 20-25 cm di lunghezza e una circonferenza basale di 10-13 cm circa.

Nelle corna degli stambecchi, come quelle dei camosci, è possibile notare e osservare anelli di crescita che permettono di determinare l’età dell’animale.

Lo stambecco risulta essere prevalentemente un animale diurno e dedica grand parte della sua attività alla ricerca di cibo.

Nel periodo estivo visto l’innalzamento delle temperatura cambia le sue abitudini limitando gli spostamenti durante l’alba e il tramonto.

Lo stambecco delle alpi vive in media tra i 9 e 11 anni, è una specie protetta e dal momento in cui mancano grandi predatori carnivori la predazione è coscritta ai soli capretti ad opere dell’aquila reale e dalla volpe.

Cosa mangia lo Stambecco?

Sappiatelo, lo stambecco è abbastanza selettivo. Che vuol dire? Vuol dire che non mangia tutta l”erba” del pascolo ma tende a ruminare quelle specie vegetali ricche di nutrimento.

Come ben sapete è un erbivoro ed ama pranzare presto al mattino e cenare quando il sole inizia a tramontare mentre a metà giornata si rilassa ruminando e ruminando.

La sua dieta di compone prevalentemente di piante erbacee ma in caso di necessità si “accontenta” di licheni, germogli e corteccia. Ghiotto di sale e di sali minerali lo potete trovare e vedere mentre lecca rocce o pareti.

stambecco orobie

“Adulto maschio di Stambeco”

Come vive e si relazione con gli altri stambecchi?

La sua indole gregaria lo porta a vivere in branchi durante l’intero anno.

I maschi solitamente vivono in branchi con individui della medesima età mentre le femmine formano gruppi costanti nel tempo capitananti dalla femmina più anziana.

solo nel periodo dei parti le femmine gravide abbandona il branco per isolarsi e partorire.

I branchi più numerosi si possono osservare a fine primavera quando discendono in ampie valli in cerca di pascoli verdi dove possono trovare condizioni alimentari ottimali per recuperare il peso corporeo perso durante l’inverno.

Da notare come i maschi in età avanzata (10-11 anni) tendono ad isolarsi e a formare piccoli gruppi con due o tre giovani mentre invece gli stambecchi prossimi alla morte vivono l’ultimo periodo della propria vita totalmente isolati dal branco.

Riproduzione dello stambecco. Il periodo degli Amori

Il periodo degli amori può essere suddiviso in tre fasi differenti:

  1. fase pre-riproduttiva, da metà novembre i maschi diventati di indole solitaria non sopportano la presenza di individui della stessa età e iniziano a percorrere anche lunghe distanze alla ricerca delle femmine.
  2. fase comunitaria quando i maschi sessualmente maturi iniziano a corteggiare la stessa femmina dando vita ad una sequenza di rituali e “passi” caratterizzato da un belato lamentoso.
  3. fase individuale avviene quando il maschio di rango più elevato corteggia una femmina mantenendo a distanza gli altri individui, la femmina che ha raggiunto la maturità sessuale fa capire al maschio la volontà e la disponibilità ad accoppiarsi.

femmina di stambecco

“Mamma e capretti di Stambecco”

La stagione degli amori, che come ben potete intuire non avviene con fattori climatici e alimentari favorevoli, è giustificato dal fatto che dopo 24/25 settimane di gestazione, i nuovi individui e le femmine avranno a disposizione pascoli e cibo facile.

Ancora una volta il ciclo della natura “spinge” la specie ad un adattamento per la sopravvivenza.

Lo Stambecco delle Alpi e il rapporto con l’uomo.

Diciamo pure che lo stambecco non ha vissuto momenti semplici durante lo scorso secolo rischiando l’estinzione.

Fortunatamente allo stato attuale la specie può considerarsi fuori pericolo anche grazie alle normative che ne hanno ridotto il bracconaggio e il commercio illegale dei trofei.

Lungo i sentieri è possibili incontrare branchi più o meno numerosi di stambecchi. Seppure risultino completamente indifferenti all’uomo è sempre sconsigliato l’avvicinamento onde evitare reazioni delle femmine che accudiscono i più piccoli.

Per maggiori informazioni sugli stambecchi potete visitare il sito Stambecco sulle Orobie da quale ho estrapolato alcuni scatti.

 

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