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Pizzo Redorta dalla via Normale in un mare di nebbia, per la seconda volta.

Alta Val Seriana – Bergamo

Per la seconda volta nel giro di pochi mesi mi ritrovo nuovamente a Fiumenero per raggiungere la vetta del Pizzo Redorta.

Stagione estiva e condizioni totalmente differenti rispetto alla mia prima esperienza con l’amico Massi che ci ha portato a raggiungere la vetta in giornata lungo canali innevati (se vi siete persi l’escursione invernale la Pizzo Redorta la potete leggere qui).

Un giro di chiamate, messaggi e si organizza in qualche giorno un gruppo di affiatati escursionisti con l’obiettivo di raggiungere la vetta e godere di immensi panorami da quota 3038 mslm…

Salendo al Rifugio Brunone

In compagnia di Tabula, Ferra e Pieva decidiamo di goderci una due giorni tra i monti orobici e con partenza domenica 18 Agosto ci incamminiamo verso il Rifugio Brunone.

Giorno 1

Iniziamo a camminare lungo il sentiero che si sviluppa per quasi 8km a metà pomeriggio così da godere, nel primo tratto dell’ombra offerta dal bosco e successivamente camminare lungo la ripida mulattiera con l’ombra delle montagne circostanti.

fiumenero-brunone

“Lungo il sentiero CAI 227”

Con passo lento ma continuo raggiungiamo scaglionati il rifugio giusto in tempo per la cena preparata da Marco e il suo Staff.

Le nuvole nel frattempo risalgono la valle, alcune arrivano direttamente dal Passo di Valsecca e tra un bicchiere di vino e due risate ci troviamo all’interno di un paesaggio ovattato e surreale… solo un anticipo di quello che ci avrebbe aspettato il mattino seguente.

Diavolo e inferno di nuvole

“Messico e Nuvole!”

Trascorriamo la serata in Rifugio sfogliando libri di grandi imprese e sorseggiando grappe di qualità cercando di smorzare la tensione e la preoccupazione per l’itinerario del giorno successivo.

Vero che eravamo informati, avevamo consultato siti e parlato con chi qualche giorno prima era salito in vetta ma il trovarci faccia a faccia su una via nuova per tutti e quattro regala sempre qualche brivido e incertezza.

Tabula al rifugio brunone

“In vino veritas! In Tabula la saggezza!”

Giorno 2

Sveglia all’alba come spesso avviene in queste occasioni, son da poco passate le 5,30 quando ci svegliamo e con passo felpato ci dirigiamo nella sala principale del rifugio per la colazione.

Poco dopo le 6,00 siamo gia in cammino lungo il sentiero che dal rifugio Brunone conduce al Passo del Simal.

Pochi minuti di camminata per arrivare alla deviazione per il Sentiero 252 che attraverso strette e ripide curve ci conduce a quota 2450 mslm circa.

Camminiamo costeggiando la montagna alla nostra sinistra fino ad arrivare alla prima conca che solo 6 settimane fa era totalmente ricoperta di neve.

Si procede sulla sinistra su ghiaione fino a superare un colletto che ci conduce in una seconda conca parzialmente innevata a quota 2750 mslm circa.

Difronte a noi alcune tra le più grandi e rinomate montagne delle Orobie alla nostra destra  il Pizzo Redorta, leggermente a sinistra la Punta di Scais e Pizzo Porola.

Vedretta di Scais e nevaio Redorta

“La visuale dal secondo nevaio”

A questo punto procediamo sulla nostra destra cercando di guadagnare quota mantenendoci sulla roccia, con passo attento e sicuro ci portiamo nei pressi del canale della via Normale Invernale che ovviamente troviamo totalmente privo di neve.

Qualche minuto di incertezza per via del materiale depositato dal disgelo della neve, dalla roccia marcia che spesso ci resta tra le mani e attraversiamo il canale mantenendoci alla sua sinistra.

Procediamo per qualche decina di metri fuori traccia per poi trovarci sulla Cresta Sommitale che conduce alla Vetta del Pizzo Redorta.

Le condizioni meteo, come visibili dalle foto, non sono delle migliori. La speranza di una finestra di sereno è stata totalmente azzerata quando la pioggia è la nebbia sono arrivate a farci visita a poche decine di metri dalla vetta.

Vetta Pizzo Redorta

“Foto di rito, felici come non mai…”

Consapevole di aver errato la via della salita decidiamo di discendere lungo la cresta fino al raggiungimento della bocchetta che divide il Pizzo Redorta con Scais.

A tratti semplice, a tratti ben segnalato da omini e a tratti scivolosi anche per via della pioggia arriviamo fino a raggiungere la corda fissa posta nella parte finale.

Con attenzione arriviamo a toccare la lunga lingua di neve dove son ben visibili le tracce di salita di altri escursionisti, indossiamo i ramponi e con passo sicuro discendiamo il manto nevoso fino a portaci nuovamente all’interno del secondo pianoro lasciandoci alle spalle l’anfiteatro orobico.

omini segna via e sentiero

“Bassa visibilità lungo la cresta della via Normale”

Ripercorriamo quindi a ritroso il sentiero e il terreno calpestato solo un paio di ore prime e torniamo presso il rifugio Brunone sotto una leggera pioggia accompagnata da raffiche di vento.

Giusto il tempo di entrare al caldo del rifugio e un acquazzone estivo ci obbliga a fare una sosta di un paio di ore prima di incamminarci verso Fiumenero.

Come ben sappiamo il tempo cambia rapidamente in montagna e alle 13 circa il sole e un cielo quasi assente di nuvole si prendevano gioco di noi che nel frattempo tornavamo nei pressi dell’auto ripercorrendo il sentiero di salita del giorno precedente.

Diavolo e Diavolino

“Il lungo sentiero che scende verso Fiumenero”.

Come avrete potuto capire leggendo questo itinerario qualcosa non è andato come da programma, il non aver percorso totalmente la via normale ci ha condotto si comunque sulla cresta sommitale evitandoci alcuni passaggi esposti seppur protetti da corda fissa, ma ha suscitato alcuni momenti di incertezza e insicurezza nel gruppo.

L’aver seguito parzialmente il canale non ci è stato d’aiuto, le placche sulla destra dello stesso ci avrebbero concesso di effettuare dei passaggi più sicuri e meno esposti dalla caduta di materiale roccioso.

Se leggendo questa escursione vorrete provare a raggiungere la vetta del Pizzo Redorta ecco alcune delle raccomandazioni che vorrei suggerire:

  • valutare se siete in condizioni di affrontare l’escursione in unica giornata, in caso negativo prendetela “comoda” come noi e dividete l’itinerario in due giorni;
  • contattate Marco del Rifugio Brunone, chi meglio di lui può darvi informazioni utili sulle condizioni del terreno e delle previsioni meteo a breve termine;
  • ricordatevi i ramponi, sì anche in estate. Dopotutto si cammina ad alte quote e con ampie zone di ombra. Possibilità di trovare accumuli e di dover attraversa nevai;
  • il caschetto non fa mai male, sopratutto se vi muovete in gruppo o se andata nel fine settimana quando è più alta la probabilità di trovare altri escursionisti sul via Normale;
  • prudenza sempre, sopratutto nello scendere e sopratutto quando le mani sono a contatto con la roccia. Assicuratevi che non sia “marcia” e che non vi resti tra le mani.. vero Pieva?
  • ricordatevi che da 3039 mslm dovrete poi tornare in giornata a 780 mslm… vero che in discesa rotolano pure i sassi ma il sentiero è lungo quindi gestite al meglio le vostre energie.

Se volete scoprire altre escursioni sulle Prealpi Orobie fate un salto qui. Buona lettura.

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Traccia da Fiumenero al Rifugio Brunone

Itinerario svolto in data:  18-19 Agosto 2019
Partenza Itinerario:
 Fiumenero.
Località/Valle: Alta Val Seriana.
Catena Montuosa: Orobie Bergamasche
Cartina: Kompass n° 104 Alpi Orobie Bergamasche
Quota di partenza:  787 mslm
Quota massima: 3038 mslm Vetta Pizzo Redorta
Dislivello: 2250 m circa
Acqua sull’itinerario: Rifugio Baroni al Brunone
Acqua sul Sentiero: dopo pochi minuti dalla partenza e al Rifugio Brunone.

Traccia dal Rifugio Brunone al Pizzo Redorta per la via Normale