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Orobie Valtellinesi e i laghi di Trona, Inferno e Rotondo.

Escursione ad anello ai piedi del Pizzo di Trona. Scopri i laghi alpini di Gerola Alta.

Dove finiscono le Orobie Bergamasche iniziano quelle Valtellinesi.

Ti si apre un mondo! Un mondo che tutto sommato è relativamente piccolo se impari a riconoscere le vette e immaginare linee aeree di collegamento tra una valico e l’altro.

Se come me per diverso tempo hai pensato e immaginato alle “semplici” Orobie Bergamasche, questo può essere l’itinerario giusto per te e per tutti coloro che voglio organizzare un’escursione in montagna differente alla scoperta di laghi e versanti nuovi.

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“Uno sguardo verso la Bassa Valtellina”

Le Orobie Valtellinesi con il loro parco e i loro sentieri ti faranno vedere nuovi orizzonti, nuove vallate e posti indimenticabili. Andiamo a scoprire il Lago di Trona, il lago di Inferno e il Lago Rotondo in un’escursione ad anello con partenza da Pescegallo.

Come raggiungere Pescegallo e il parcheggio degli impianti di risalita.

I posti e i luoghi più belli sono spesso accumunati dalla difficoltà di raggiungimento sopratutto per chi come me è abituato saltare in auto e in poco più di un’ora di viaggio trovarsi già sul sentiero.

Raggiungere la Valgerola, in particolar modo il punto di partenza in località Pescegallo diventa un vero viaggio per chi come me si trova costretto ad aggirare le Orobie per giungere in Valtellina.

L’abitato di Gerola Alta infatti si trova in una valle laterale della Valtellina, si deve raggiungere l’abitato di Morbegno per mezzo della strada statale che risale il ramo lecchese del Lago di Como e poi buttarsi in oltre 13km di salita.

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“Tra baite e pascoli”

Una salita che in poco tempo ci porta in quota e ci permette d’avere una totale visione della valle sottostante, la strada sale facendosi sempre più stretta sopratutto in concomitanza di borghi e contrade che si incontrano durante l’itinerario.

Giunti a Gerola Alta, il “capoluogo” della valle si continua ancora per un paio di chilometri fino a raggiungere il parcheggio degli impianti di risalita di Pescegallo.

Pescegallo, punto di partenza di molti itinerari.

Un ampio parcheggio gratuito vi permetterà di dar libera immaginazione alle vostre escursioni in montagna. Proprio da questo ampio parcheggio infatti prendono il via itinerari per il Rifugio Salmurano, i laghetti di Ponteranica, il Rifugio Benigni e il Rifugio Falc.

Con una buona pianificazione e allenamento si possono concatenare diversi punti di interesse e creare un itinerario veramente interessante sia per la vegetazione, la fauna (stambecchi sempre disposti ad uno scatto ravvicinato) e per i laghi artificiali e non che si possono visitare.

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Verso il Lago di Trona, il primo dei quattro laghi.

Pronti, si parte! L’itinerario parte superando l’edificio che ospita il bar e il punto di partenza della seggiovia ad una quota di circa 1456 mslm

Si procede quindi in direzione Ovest per imboccare il sentiero che ci condurrà al lago di Trona caratterizzato dall’immensa diga e dal possente Pizzo di Trona che domina dall’alto il lago stesso.

Per mezzo di un sentiero ben segnalato si procede all’interno della foresta di abeti rossi per circa un chilometro mezzo per poi trovarsi a risalire in campo aperto caratterizzato da qualche larice il principio del versante est del Pizzo Mezzodì.

Qui a quota di circa 1830 mslm si prosegue in costa mantenendo la quota fino a raggiungere un terrazza naturale caratterizzata da pascolo e ampia veduta sulla valle sottostante.

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“Pizzo di Trona e il suo Lago”

Il sentiero piega quasi di 180 gradi, si segue il segnavia CAI e le indicazioni per arrivare in meno di 4 chilometri al Lago di Trona. Una grande conca vi attende, dove un’alta diga sbarra il naturale defluire delle acque dando vita al Lago di Trona caratterizzato da un specchio d’acqua molto scuro per via della sua profondità e per il gioco di ombre generato dalle montagne circostanti.

Verso il Rifugio Falc e Lago dell’Inferno.

Superato il lago di Trona il sentiero, per mezzo di una via diretta, guadagna rapidamente quota, lungo un tratto un pò franoso si “scavalla” al pianoro che ospita gli edifici dell’Enel e si intravede la Diga del Lago Dell’Inferno (2085 mslm). In meno di 15 minuti si raggiunge quindi il Rifugi Falc che si trova proprio ai piedi della salita che conduce alla bocchetta dell’Inferno.

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“Dettaglio della diga del Lago dell’Inferno”

Il lago qui brilla di colori unici, il rifugio offre la possibilità di una breve pausa caffè per poi affrontare i circa 250 metri di dislivello che conduco alla Bocchetta d’inferno che divide le il versante Bergamasco (con sentiero che risale da Ornica) dal versante Valtellinese.

Guardando la bocchetta, ben riconoscibile e visibile in assenza di nebbia troviamo alla nostra destra il Pizzo Tre Singnori e a sinistra il Pizzo di Trona che ci sorveglierà per tutta l’escursione.

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“Rifugio Falc”




Si risale verso la Bocchetta d’Inferno e Passo Paradiso.

Dall’inferno al Paradiso è questione di pochi metri di dislivello, costeggiamo quindi il lago dell’Inferno e con passo costante risaliamo il sentiero che conduce in poco tempo alla Bocchetta di Inferno(2313 mslm circa).

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“La sfinge della Valle d’Inferno”

Da qui lo sguardo si apre sulla Valle d’Inferno che risale dall’abitato di Ornica e sulla destra ben riconoscibile la sfinge che contraddistingue l’itinerario bergamasco che conduce al Pizzo Tre Signori.

Si svolta a sinistra e si risale nuovamente fino a raggiungere quota 2450 mslm per raggiungere il punto panoramico nei pressi del Passo Paradiso. Qui ci troviamo nell’habitat naturale dello stambecco orobico che indisturbato potrete vedere gironzolare in quota senza troppe difficoltà.

Con prudenza e attenzione si scende verso il Lago Rotondo.

Uno dei più bei laghi naturali delle Orobie, a mio avviso il Lago Rotondo si gioca il podio dopo il Lago Gelt. Racchiuso un una conca caratterizzata da parete verticali come a formare un anfiteatro protettivo il lago Rotondo lo si apprezza nella sua bellezza proprio dal Passo Paradiso.

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“Quanto la fatica viene ripagata! Lago Rotondo.”

La discesa inizia con un lungo tratto ripido e poco stabile, per mezzo di una traccia di sentiero ci si abbassa di quota rapidamente fino ad arrivare nel pianoro che ospita il lago. Proprio in questo luogo è ancor più facile avvistare gli stambecchi che con il calar del sole si avvicinano la lago per bere o rinfrescarsi.

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“Stambecco delle Alpi, in posa”

Ancora più giù verso il Lago Zancone.

La discesa dal Passo Paradiso continua, giunti al Lago rotondo si possono scegliere due itinerari per abbassarsi di quota. Il primo diretto, più ripido e sconsigliato a chi inizia ad avere sintomi di stanchezza e il secondo che discende più dolcemente fino a raggiunger la Bocchetta di Valpianella a 2212 mslm.

Qui per mezzo di un tratto caratterizzato da rocce e detriti si scende fino a raggiungere il secondo lago naturale della giornata, il Lago Zancone che con le sue acque va ad alimentare il Lago di Trona posto a nord.

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“Lago Zancone e sullo sfondo Lago di Trona”

Un lago delle piccole dimensioni ma particolarmente bello per i classici colori dei laghi orobici che in base anche alla nuvolosità offrono colori che variano dall’azzurro al verde scuro. Seguendo il sentiero alto posto alla destra orografica del Lago Zancone ci si mantiene in quota lasciandoci sulla sinistra il Lago di Trona permettendoci di collegarci al sentiero percorso durante la mattinata

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“Torniamo sui nostri passi verso Pescegallo”

Impossibile sbagliare, si torna a Pescegallo.

A questo punto se la vostra memoria visiva non è così volatile vi renderete conto di percorre lo stesso tratto di sentiero fatto qualche ora prima.

Saranno solo poco meno di 4 i chilometri che vi separano da una meritata Birra Media nel bar della seggiovia dove potrete a questo punto rendervi conto e concretizzare di quanto bella sia la Valgerola e le montagne che danno vita al Parco delle Orobie Valtellinesi.

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“La spiaggia con i rododendri”

L’itinerario, per alcuni tratti ripidi su roccia instabile è da considerasti di tipo EE (Escursionisti Esperti), raccomando sempre ed in ogni caso prudenza e attenzione sopratutto se in gruppo numeroso di persone dove il rotolamento di un sasso potrebbe rovinare l’escursione a tutti.

Altro consiglio è quello di valutare le vostre condizioni fisiche, si tratta di 15 km di itinerario con circa 1300 metri di dislivello che possono fare la differenza tra un escursionista preparato e uno non.

Se vuoi avere una visione globale dell’itinerario ti invito a scaricare gratuitamente la traccia GPS che potrai installare sul tuo dispositivo digitale cartografico.

Buona escursione!

Ottieni il link per la traccia GPS

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Itinerario svolto in data: 19 Luglio 2020
Partenza Itinerario:
Pescegallo
Località/Valle: Gerola Alta
Catena Montuosa: Orobie Valtellinesi
Cartina: n.p.
Quota di partenza: 1456 mslm circa
Lunghezza Itinerario: 15 km circa
Dislivello: 1300 metri circa
Disponibilità acqua: Nei pressi dei laghi che si incontrano.
Punti d’appoggio: Rifugio Falc
Dove pranzare: Rifugio Falc

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