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Dove nasce il Fiume Serio e ancora più in su! Scopri il Lago Gelt e Lago di Malgina.

Alta Val Seriana – Bergamo

Hai mai visto un lago a forma di cuore?

Beh dovete sapere che nelle nostre amate Orobie, incastonato tra alte montagne si trova il Lago Gelt che guarda caso ha proprio la forma di un cuore. Un cuore che per molti mesi all’anno è ghiacciato (da fine a Ottobre a Giugno) per via del fatto che si trova ad una quota di 2562 mslm nella conca ai piedi delle Cime di Caronella e del Pizzo del Diavolo di Malgina.

Con questa escursione in Alta Val Seriana vi porterò alla scoperta del Lago Gelt, però prima passeremo e bagneremo i piedi nelle acque gelide che danno vita al Fiume Serio che dal territorio di Valbondione discende l’intera valle fino ad arrivare nella Bassa Pianura Bergamasca.

L’itinerario di oggi prenderà inizio ancora una volta dal paese di Valbondione a 892 mslm e per il primo tratto seguirà le orme che conduco al Rifugio Antonio Curò, un escursione da non sottovalutare visto che si snoda per circa 28km con quasi 2000 metri di dislivello positivo.

Procediamo però con ordine perché magari sei capitato fin qui per caso e non hai ancora letto gli itinerari svolti in questa zona delle Prealpi Orobiche. Raggiunto l’abitato di Valbondione potete parcheggiare l’auto sia in località Grumetti e seguire il primo tratto dell’itinerario descritto a questo link, oppure lasciare l’auto nei pressi del centro sportivo e raggiungere il punto di partenza del sentiero che conduce al Rifugio Curò.

itinerari valbondione

“Non può sbagliare, tutte le Vie portano al Curò

In compagnia di Luca, Lorenza e del Presidente (dei Podisti 2 Castelli) percorriamo il largo sentiero carrabile che sale dolcemente prima nel bosco, per poi aprirsi all’interno della valle offrendo un panorama unico; dopo circa 5 chilometri della mostra escursione ed è arrivato il momento di scaldare un pò le gambe.

Infatti lungo questo percorso panoramico che conduce al Rifugio Curò troviamo le indicazioni di una variante (Sentiero CAI 305A) che ci permetterà di sbucare ai piedi del rifugio guadagnando rapidamente quota.

Podisti due castelli a valbondione

“Ah dimenticavo la compagnia è importante in montagna, con i Podisti Due Castelli la fatica è dimezzata”

Giunti al Rifugio ci godiamo il primo spettacolo che le Orobie vi regalano; il lago artificiale del Barbellino. Un bacino idrico creato per alimentare le condotte che scendono a valle dove la Centrale Idroelettrica produce corrente per grand parte della Valle Seriana.

Qui inoltre abbiamo avuto il piacere di incontrare e salutare Simone Moro che si trovava con il suo elicottero a seguire l’impresa di un altro grande atleta bergamasco; Marco Zanchi che stava coronando il suo progetto personale denominato “Orobie d’un fiato”… correre tutto il Sentiero delle Orobie in 24 ore.

simone moro elicotterista

“Simone Moro al Rifugio Curò”

Dopo questa piccola pausa abbiamo risalito il largo sentiero CAI 308 che costeggia la sponda destra del lago e dopo qualche chilometro in falso piano con gli occhi puntati sempre sul colore celeste del lago arriviamo nella parte terminale della valle dove si inizia a scorgere le alte montagne che vanno a creare la conca del lago naturale del Barbellino.

Il Lago si trasforma in torrente e noi dei salmoni lo risaliamo per trovarci quasi senza far fatica nei pressi del Rifugio del Barbellino; alla nostra destra  il Pizzo Strinato, difronte il Pizzo Torena e ai suoi piedi il lago del Barbellino dove le sue acque danno origine e vita al Fiume Serio.

sorgenti del fiume serio

“Due salmoni che stanno depositando le uova!”

Dopo un panino e una birretta ci lasciamo alle spalle il rifugio del Barbellino e seguiamo il sentiero che sale sulla sponda sinistra del lago, si inizia a salire e guadagnare quota fino a raggiungere il Passo di Caronella a quota 2612 mslm.

Una salita che in poco meno di tre chilometri ci conduce in un paesaggio totalmente differente, privo di vegetazione e ricco di rocce metamorfiche. In base al periodo dell’anno potrete trovare ancora dei residui di neve, in tal caso, come successo durante l’escursione,  procedere con cautela soprattutto se avete ai piedi delle scarpe trairunning. Una volta arrivati al passo spostate il vostro sguardo verso sinistra e guardate l’ultima fatica della giornata;la Bocchetta del Gelt.

passo di caronella

“Passo di Caronella”

La Bocchetta del Gelt ci attende, poco meno di 100 metri di dislivello ci separano da quello che sarà uno dei posti più suggestivi e fotografati delle Orobie, salendo proprio da questo versante avrete modo di vedere molto bene il Lago Gelt con la sua forma caratteristica di cuore.

Con passo deciso, superiamo questa ultima difficoltà con passaggio su terreno roccioso a mio avviso non pericoloso, prendiamo il respiro e una volta arrivati alla bocchetta ci godiamo il panorama. (Costerà un po’ di fatica se non siete abbastanza preparati ma ne vale la pena).

Dall’alto dei nostri 2772 metri sul livello del mare possiamo quindi ammirare il sottostante Lago Gelt, riconoscere il gigante Diavolo di Malgina e le montagne che circondano la conca.

lago gelt

“Cuore di Ghiaccio, il Lago Gelt”

Dopo aver recuperato fiato e aver scattato la classica foto, si scende dal versante opposto facendo molto attenzione alle lingue di neve che incontriamo, in pochi minuti siamo a lato del Lago Gelt e seguendo i segnavia e le tracce di chi ci ha anticipato ci abbassiamo di quota.

La neve lascia spazio a verdissima erba, il sentiero nel frattempo ci conduce ai piedi del Lago del Diavolo di Malgina, ora sopra ai nostri occhi, quasi a toccarlo possiamo vedere questa grande montagna che domina il lago sottostante.  Il torrente che esce dal lago ha scavato il suo percorso nei secoli, l’uomo nel frattempo ha creato un sentiero a mio avviso stupendo per chi ama correre in montagna.

Una discesa verso il Fiume Serio fatta di tratti tecnici, curve e contro curve per poi trasformarsi in una pista nei tratti pianeggianti fino ad arrivare al punto in cui il torrente si getta in quello che più a valle sarà il Fiume Serio. Proprio in questo punto andremo a chiudere un piccolo anello escursionistico, infatti ci ritroviamo nuovamente sul sentiero principale che collega il Rifugio Barbellino e Curò.

sentiero lago di malgina

“Scendendo dal Lago di Malgina vi ritroverete ad intersecare il sentiero percorso qualche ora prima.”

Ora la strada è tutta in discesa e in alcuni tratti potrebbe risultare anche noiosa se non fosse che il lago Artificiale del Barbellino vi regalerà colori unici. Tra una leggera corsa e due balzi sui sassi ci troviamo in pochi minuti nei pressi del Rifugio Curò, il tempo di una birra rigenerante e di nuovo lungo il sentiero Panoramico che ci conduce all’abitato di Valbondione.

In occasione della discesa abbiamo preferito evitare la variante per il semplice fatto che abbiamo voluto scendere  totalmente rilassati tirando le somme di questo bellissimo giro che potrebbe essere da spunto sia per escursionisti con una buona preparazione fisica (ribadisco i quasi 28km di sentieri percorsi e il relativo dislivello) sia per tutti gli amanti della corsa in montagna che preferiscono allenamenti ad anello in ambienti dove allenare tecnica, velocità e potenza.

lago artificiale del barbellino

“La terrazza naturale sul lago artificiale del Barbellino”

Per quanto mi riguarda, non è importante che voi siate Escursionisti o Trailrunner, l’importante che siate persone in grado di valutare la propria condizione e i propri limiti per affrontare nel modo migliore le escursioni e vivere la montagna con Consapevolezza.

Alla prossima escursione e se ancora non hai “sfogliato” il mio blog ti consiglio di fare un salto nella sezione Escursioni dove potrai scoprire itinerari in in bici e in splitboard perché il bello della montagna è che la si può vivere in tutte le stagioni. Buona lettura.

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Itinerario svolto in data:  07 Luglio 2019
Partenza Itinerario:
 Valbondione.
Località/Valle: Alta Val Seriana.
Catena Montuosa: Orobie Bergamasche
Cartina: Kompass n° 104 Alpi Orobie Bergamasche
Quota di partenza: 892 mslm
Quota massima: 2722 mslm Forcella Lago Gelt
Dislivello: 1950 m circa
Acqua sull’itinerario: in abbondanza su tutto l’itinerario, Rifugio Curò e Rifugio Barbellino.
Dove Mangiare: in uno dei due rifugi sopra indicati.