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Il monastero di Geghard e il tempio pagano di Garni.

Un viaggio in Marshrutka da Yerevan verso la valle del fume Azat.

A bordo di un Marshrutka verso il Tempio di Garni e il Monastero di Geghard

Se decidi di vistare l’Armenia non puoi perderti l’esperienza di un viaggio a bordo di un “comodissimo” Marshrutka. Di cosa si tratta?

Marshrutka sono pulmini privati adibiti al trasporto urbano e interurbano che con pochissimi Drama permettono di percorrere anche distanze notevoli. Comunemente utilizzati in molti paesi dell’Est i Marshrutka sono uno tra i principali mezzi di trasporto in Armenia.

Nella capitale di Yerevan ne potrai trovare di tutti i colori e a tutte le ore del giorno, unico vero grande problema è che non esiste un sito web ufficiale dove trovare orari e punti di partenza.

Non ti preoccupare arriverai sempre alla tua destinazione se chiederai informazioni alla gente del posto che molto cordialmente ti aiuteranno a non sbagliare “pulmino”.

viaggio mini van

“Comodi comodi c’è posto per tutti, o quasi…”

Tutti i Marshrutka sono caratterizzati da un numero che indica la linea percorsa, basterà salirci sopra, trovare un posto (solitamente sono pulmini da 9 massimo 14 posti a sedere) con il rischio di fare la tratta in piedi fianco a fianco di baffuti signori che cedono sempre il posto al gentil sesso!

Il prezzo della corsa si paga quando si arriva a destinazione (Yerevan-GArni 350Drama circa 80 centesimi di Euro), non esistono abbonamenti o soluzioni simili. Basterà avere in tasca qualche centinaio di Drama per velocizzare il pagamento, per chiedere una fermata molto spesso è sufficiente fare un cenno all’autista.

Da Yerevan a Garni in Marshrutka

Ovviamente era mia intenzione fare un’esperienza simile ho trascinato in questa avventura il mio amico Stefano, quindi dopo aver identificato il monastero che volevamo visitare ci siamo informati per capire che linea prendere e a che ora presentarmi alla “stazione”.

Il mini van che conduce a Garni, a circa 35 km dal centro della capitale, parte dalla Gai Bus Station che si può comodamente raggiungere in taxi dal centro città con 2000 Drama circa.

Una volta arrivati non aspettatevi una vera e propria stazione, i mini van saranno parcheggiati a lato della strada e troverete alcuni negozi ad identificare una piccola zona commerciale. Non sarà difficile trovare il Marshrutka che conduce a Garni sopratutto perché non passerete inosservati. Sono pochi i turisti che utilizzano questo mezzo di trasporto quindi probabilmente qualcuno vi si avvicinerà dicendovi semplicemente “Garni?”

A quel punto senza accorgervi sarete seduti sul Marshrutka n° 66 che in circa 40 minuti vi porterà nella valle del fiume Azat che da vita ad un profondo canyon.

Il programma del giorno era la visita al Tempio pagano di Garni e al Monastero di Geghard che dista circa 10 km più a Garni. Appena scesi dal Marshrutka un simpatico anziano si è avvicinato a noi proponendoci il “suo pacchetto viaggio”, andata e ritorno Garni-Geghard con attesa al parcheggio per concederci la visita al monastero per 3000 Drama.

taxi garni geghard

“Manca una caraffina di bianco e spuma per essere veramente in pole position”

Senza esitare troppo ci siamo infilati in una vecchia Volga di fabbricazione russa e in quindici minuti eravamo ai piedi del monastero di Geghard. Il sito storico attira molti turisti da tutto il mondo e lo si nota da subito in quanto grandi autobus sostano all’ingresso del parcheggio. Bancarelle che vendono prodotti più o meno artigianali cercano di attirare l’attenzione dei turisti senza grandi risultati.

Il Monastero di Geghard

Situato nella valle del fiume Azat, il Monastero di Geghard vive nel mistero in merito alla data esatta della sua fondazione.

Si dice che in epoca pre-cristiana gli abitanti della zona veneravano gli dei nei pressi delle fonti di acqua naturale situate in una grotta che oggi fa parte del monastero stesso, altre fonti indicano che San Gregorio Illuninatore fondo il monastero nel V Secolo chiamandolo Airivank “Il monastero della grotta”.

Il monastero originale si compone di piccole a buie grotte alcune delle quali raggiungibili solo per mezzo di scale o corde e si crede che proprio San Gregorio avesse abitato una di queste.

Il complesso monastico originale si componeva di chiese, luoghi di preghiera, edifici residenziali e presto divenne luogo di culto e pellegrinaggio fin quando nel nel X secolo il vice-reggente arabo in Armenia di nome Nasr saccheggiò il sito e lo diede alle fiamme.

dettaglio monastero geghard

Nel corso degli anni il monastero venne ricostruito e venne fortificato per renderlo sicuro e protetto, ciò nonostante il sito venne nuovamente saccheggiato dai Mongoli prima e dai Timurridi poi e fu devastato dai forti terremoti del 1127, 1679 e 1840.

Nuovamente ricostruito e divenuto residenza estiva del Catholicos (il capo della Chiesa Apostolica Armena) venne abbandonato e trascurato durante il periodo sovietico per rivivere un’ennesima era di ristrutturazione che è attualmente in atto.

Nel 2000 il Monastero di Geghard entra a far parte dei Patrimoni dell’umanità riconosciuti dall’Unesco da allora moltissimi i turisti e pellegrini che visitano questo angolo nella valle di Azat.

geghard

“La chiesa principale protetta dalla montagna”

Il complesso di Geghard si trova ai piedi una parete rocciosa che lo protegge, i tre lati aperti offrono l’accesso a grotte e a cappelle mentre il perimetro permette l’accesso a residenze che vennero distrutte e ricostruire diverse volte durante gli anni.

Il Katoghike costituisce la chiesa principale, caratterizzata da una pianta a croce greca e coperta da una cupola nel quale entra luce naturale che illumina solo una piccola porzione della chiesa stessa. Al suo interno l’unica luce aggiuntiva è fornita dalle candele accese dai pellegrini.

candele al monastero

Angoli buoi nascondono incisioni, croci e altri simboli religiosi. Il pavimento praticamente sconnesso è composto da lastre nel quale scorre l’acqua della sorgente che esce dalla chiesa di Avazan situata ad ovest della Sagrestia.

Proprio qui in questa Chiesa/Grotta scavata interamente nella roccia che l’acqua sgorga dove in era pre-cristiana gli abitanti della valle si riunivano a pregare.

monastero geghard

Un luogo che merita di essere visitato, praticamente sempre affollato da turisti che molto spesso dimenticano la regola del silenzio e che di conseguenza rovinano l’atmosfera mistica-religiosa che la storia ha lasciato nelle mura e nelle pareti di pietra vulcanica.

Il tempio Pagano di Garni

A pochi chilometri dal Monastero di Geghard si trova il secondo punto turistico della zona. Il tempio Pagano di Garni.

Non vi sarà difficile trovarlo, seguite i turisti che si incamminano nella stessa direzione e pian piano noterete bancarelle e chioschi di frutta popolare la strada che pian piano si farà più stretta fino a condurvi alla biglietteria di accesso.

tempio di garni

“Tempio Pagano di Garni”

3000 Drama per accedere e vi troverete nell’antica Grecia! Di fronte a voi un piccolo e ben conservato tempio in stile ionico, unico rimasto “in piedi” in territorio armeno e probabilmente il più famoso simbolo dell’Armenia pre-cristiana.

Situato in una posizione unica nel suo genere il Tempio si affaccia su di un profondo canyon originato dal fiume Azat che ricorre l’intera zona. La vista si disperde tra alte colline vulcaniche fino alla riserva naturale della Foresta Khosrov

Quello che vedete è la fedele ricostruzione del tempio originale che venne distrutto e abbattuto durante il terremoto del 1679, fortunatamente molte parti del tempio non caddero nel canyon  sottostante e la sua ricostruzione fu possibile, 300 anni dopo, grazie all’interesse di molti storici e studiosi che appoggiati dal governo sovietico-armeno approvò e finanzio il progetto.

garni unesco

Ad oggi il sito accoglie oltre 200 mila visitatori l’anno offrendo la possibilità di vedere la sua intera struttura, semplice quanto lineare. L’apertura nel tetto illumina parzialmente le pareti interne su alcune di queste sono ben visibili il passaggio di civiltà lontane, come quella araba che dominava la zona nel IX e X secolo.

In epoca cristiana tutti i luoghi di culto pagano vennero distrutti ad esclusione di Garni questo perché inizialmente si riteneva che l’edificio fosse la tomba di un re d’Armenia nominato dai Romani.

Se mai un giorno decidete di far visita a questi luoghi mi sento di consigliarvi di salire sul primo Taxi che trovate nel piccolo centro di Garni e visitare prima Geghard, il taxista si offrirà di attendervi così finita la visita al monastero avrete un passaggio sicuro a Garni e visitare il Tempio Pagano.

volga taxi

“Il nostro Taxi di fiducia. Volga non si ferma mai!”

Per il rientro in città potete investire qualche Drama e tornare in taxi, oppure attendere alla pensilina il primo MiniVan che conduce a Yerevan. A voi la scelta!

 

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